Dicembre - Astrocalina

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dicembre

News > 2014
Marte

Curiosity: dopo due anni di viaggio dal 6 Agosto 2012 (data del suo "ammartaggio") e dopo poco più di 9 km percorsi sulla superficie di Marte, il robot NASA è giunto ai piedi del Mount Sharp.
Il rover ha iniziato ad esaminare le pendici della montagna a partire da un particolare punto in prossimità di un affioramento chiamato Pahrump Hills, invece di continuare sulla strada precedentemente programmata e raggiungere un punto più lontano denominato Murray Buttes.
Entrambi questi punti giacciono lungo il confine dove la base meridionale della montagna incontra i depositi presenti al suolo provenienti dal bordo settentrionale del cratere.
Come si puo’ vedere dall'immagine vi è stato un significativo cambio di rotta. Rispetto alla traiettoria pianificata inizialmente (in bianco) Curiosity è stato dirottato decisamente più a sud (in giallo), Sembra inoltre che gli affioramenti al suolo presenti in Pahrump Hills siano migliori rispetto a Murray Buttes grazie anche ad un maggiore rilievo topografico.
La decisione di andare a sud e raggiungere prima le pendici del monte Sharp viene anche da una migliore comprensione della geografia del luogo acquisita nell'ultimo anno con le analisi su svariati affioramenti svolte dal rover, oltre che
per delle considerazioni sulla sofficità del terreno e dello stato di usura delle sue ruote.
La posizione attuale di Curiosity è alla base della montagna lungo una particolare caratteristica geologica chiamata Murray Formation. Rispetto al terreno circostante presente nel fondo del cratere, la roccia di Murray Formation è più morbida e non preserva le cicatrici da impatto. Come già visto dall'orbita non appare così stratificato come altre aree sembre alla base del monte Sharp.

Sonda Mangalyaan su marte

La notte del 25 Settembre, per la prima volta in assoluto, l'India ha raggiunto il pianeta Marte. La sonda Mangalyaan (MOM, Mars Orbiter Mission) dopo 10 mesi di viaggio si è immessa correttamente in orbita intorno al Pianeta Rosso.

ISRO (Indian Space Research Organisation) è diventata quindi la quarta agenzia spaziale ad aver inviato un proprio veicolo spaziale intorno a Marte.
MOM era entrata nella sfera di influenza gravitazionale di Marte lo scorso Lunedì alle 3:00 ora Italiana, superando la distanza di 57.000 km dal pianeta, soglia oltre la quale la gravità Marziana diventa la forza dominante.
Ventun minuti prima dell'inizio dell'operazione di inserimento orbitale (MOI, Mars Orbital Insertion) il veicolo ha compiuto una rotazione di 180° per poter usare i propulsori per frenare la corsa.
Alle ore 3:47 vi è stata l'accensione del motore LAM (Liquid Apogee Motor). La telemetria con le indicazioni che tutto stava procedendo correttamente è arrivata sulla Terra circa 12 minuti dopo. Nessun margine di errore era ammesso, il veicolo spaziale non aveva altre possibilità di immettersi in orbita. Una mancata accensione avrebbe significato perdere Marte per sempre.
Dopo pochi minuti vi è stato il blackout "programmato" di 23 minuti dovuto al pasaggio della sonda dietro" il pianeta.
Sebbene il tempo di accensione per la manovra MOI fosse stato stimato in 24 minuti e 13 secondi, lo spegnimento del motore è stato comandato dal sistema di navigazione della sonda nel momento in cui gli accelerometri di bordo hanno rilevato che era stata raggiunta la giusta delta-v.
Potete quindi immaginarvi la grande tensione al centro di controllo missione a Bangalore seguita dalla grande gioia al momento della ricezione dei dati di telemetria (ricevuti a terra dalle stazioni NASA del Deep Space Network ed inoltrate ad ISRO) che confermavano la corretta immissione in orbita.
Dall'orbita iniziale il programma prevede di effettuare vari aggiustamenti per raggiungere l'orbita target di 423 x 80.000 km, con 150° di inclinazione.

La sonda Dawn

La sonda Dawn ha lasciato Vesta, il secondo più grande corpo della Fascia di Asteroidi, l'anno scorso, dopo aver passato oltre un anno in orbita, mappando in dettaglio la superficie. Data la vasta quantità di dati raccolti, ancora oggi continuano ad essere fatte grandi scoperte riguardo a questo lontano e misterioso mondo. Molte delle nuove immagini che vedete qui sono state assemblate da astrofotografi amatoriali, ma il fatto che prospettiva di Dawn della superficie fosse in continuo cambiamento, ha reso molto difficile montare grandi mosaici a colori. Ma dopo molto duro lavoro, uno dei più bravi astrofotografi che si occupando di immagini da parte di sonde spaziali, Björn Jónsson, è riuscito a creare nuovi mosaici che ci mostrano Vesta meglio che mai.
Dawn sarà catturato nell'orbita di Cerere a Marzo e sarà così la prima sonda ad esplorare un pianeta nano (pochi mesi prima dell'incontro di New Horizons con Plutone). Tuttavia, già da Gennaio/Febbraio avremmo immagini a risoluzione molto più alta di quelle di Hubble, ed inizieremmo a vedere meglio la superficie di questo misterioso mondo. Attualmente si trova a 1.200.000 km dal primo “asteroide” scoperto da padre Piazzi nel 1801. Dalle analisi e dalle immagini condotte da Terra c’è la concreta possibilità che sotto la crosta Cerere abbia un oceano e sulla crosta dei geyser, come Encelado! La particolarità di Cerere è anche la composizione a metà strada tra ghiaccio e roccia/metalli.

Rosetta

Il 12 Novembre il Lander Philae è stato sganciato dalla sonda Rosetta e in 7 ore di viaggio, in caduta libera attratto dalla tenue e irregolare forza gravitazionale del nucleo della cometa Churyumov Gherashimenko, ne ha raggiunto la superficie. L’atterraggio è avvenuto ad una velocità di 1 m/s senza l’uso di retrorazzi. Durante l’operazione di atterraggio un piccolo motore a Gas compresso,avrebbe dovuto spingere la sonda verso la superficie del nucleo cometario per mantenerla in posizione durante l’aggancio di due arpioni e impedire eventuali rimbalzi. Il malfunzionamento di questo motore ha impedito l’uscita dei due arpioni ed ha consentito alla sonda di rimbalzare piu’ volte facendola atterrare definitivamente un una zona dove il sole nonn arriva con la continuità che necessitava e per di piu’ fortemente inclinata. La soperanza è che avvicinandosi al Sole l’energia solare possa essere sufficiente a far funzionare la strumentazione di bordo, e che l’attività di emissione di gas non trascini via anche la piccola sonda. La cometa raggiungerà il perielio ad Agosto.

Capanna di Gorda

Approfittando di due week end di bel tempo siamo saliti alla Capanna di Gorda nel territorio del comune di Aquila in val di Blenio, dove abbiamo potuto godere di un cielo splendido sia di giorno che di notte. Abbiamo potuto fotografare la grande macchia solare e un primo Giove di stagione. Abbiamo eletto il luogo come sito osservativo d’alta montagna dell’Associazione Astronomica Astrocalina, e quindi non appena la stagione lo consentirà, ci ritorneremo durante il prossimo anno…à suivre donc..

La nuova navicella Orion

Il 5 di Dicembre è stata inviata in orbita la nuova navicella Orion, che rappresenta un vero passo in avanti nella tecnologia per le future spedizioni spaziali. Il test ha avuto qualche rinvio ma alla fine tutto è proceduto per il meglio . Il lanciatore Delta IV Heavy ha portato la navicella in orbita a 5800 km di altezza, e il rientro è andato tutto come previsto. Il prossimo test avverrà fra 4 anni e monterà il modulo definitivo, in . grado di alloggiare 6 astronauti che verrà fornito dalla ESA, il test prevederà un passaggio intorno alla Luna.

Hayabusa2

Momento storico per il Giappone che ha lanciato con successo una delle sue missioni spaziali più ambiziose: Hayabusa-2. Erede della prima missione che ci ha mai riportato campioni da un asteroide (Hayabusa 1 e l'asteroide Itokawa), questa missione integra anche numerosi nuovi approcci tutti da testare! Per esempio, lancerà piccole sonde spia sulla superficie dell'asteroide per orientarsi con molta più precisione durante l'atterraggio e raccogliere campioni da molteplici siti. Porta con se anche un lander nato da una cooperazione con la Germania e la Francia, che a sua volta porta con se 3 piccoli "mini-rover" che esploreranno la superficie dell'asteroide da molto più vicino. Per finire, abbiamo una carica esplosiva che creerà un cratere artificiale e solleverà materiale fresco che la sonda raccoglierà per riportarlo a casa nel 2020


 
Torna ai contenuti | Torna al menu