Giugno - Astrocalina

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Giugno

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Pozzi al centro di crateri su Marte


Tra le varie strutture (rilievi, terrazzamenti e anelli ) che, all’interno dei crateri da impatto, le collisioni  più violente lasciano sulle superfici di pianeti e satelliti, vi sono anche pozzi. Strutture non frequenti, ma che talvolta si osservano soprattutto su quei pianeti o su quei satelliti le cui superfici sono ricche di ghiaccio d’acqua. Pare possa essere proprio l’evaporazione esplosiva di rilevanti strati di ghiaccio a creare queste particolari strutture negli istanti immediatamente successivi alla collisione con l’asteroide generatore del cratere.
La sonda Europea Mars Express ha fotografato sulla superficie di Marte due crateri gemelli (uno chiamato Arima e l’altro ancora senza nome)  aventi circa 50 km di diametro e situati su un altipiano chiamato Thaumasia Planum a Sud del Canyon Valles Marineris, che possiedono identiche strutture tra cui anche un pozzo centrale.



La nebulosa "Testa di cavallo"

Per festeggiare i 23 anni di lavoro del telescopio spaziale i tecnici che ne curano la gestione hanno fotografato la nebulosa della “Testa di cavallo” con una risoluzione mai ottenuta prima d’ora, grazie alla nuova camera CCD installata sull’Hubble Space Telescope circa due anni fa. La Testa di Cavallo dista circa 1500 a.l., ha una massa di 27 masse solari; e venne scoperta nel 1888 da Williamina Fleming all’Osservatorio dell’Università di Harvard.

L'acqua di Giove

Da diversi anni ci si poneva la domanda su quale fosse la provenienza delle grandi quantità d’acqua che si osservano negli strati più elevati dell’atmosfera di Giove. Difficilmente la provenienza poteva risalire agli interni del pianeta Giove,  perché la cosiddetta “trappola fredda” ( lo strato che per la sua temperatura blocca il flusso di vapore acqueo dagli strati più profondi) non permette all’acqua di raggiungere la sommità dell’atmosfera gioviana, dove, per inciso, ricordo che la temperatura s’ aggira intorno ai -170°C.
E’ stato il telescopio spaziale Herschel a risolvere il mistero osservando Giove nell’Infrarosso confermando il sospetto che da tempo aleggiava, e cioè che tutta quest’acqua  derivasse dall’impatto con Giove che la cometa Shoemaker-Levy ebbe quasi vent’anni fa..
Infatti il telescopio spaziale Herschel, ha potuto mappare la distribuzione dell’acqua negli strati più elevati della sua atmosfera evidenziando che quest’acqua è quasi totalmente concentrata nell’emisfero Sud e che ancora si distribuisce ancora sensibilmente nelle regioni corrispondenti alle zone d’impatto degli 11 frammenti che  nella seconda parte di Luglio del 1994 esplosero all’impatto con l’atmosfera di Giove.



ALMA


Primi eccezionali risultati ottenuti dal telescopio ALMA (Atacama Large Millimiter/submillimiter Array) che come dice il nome è un grande interferometro composto da 66 antenne che possono distribuirsi in un cerchio con un raggio fino a circa un centinaio di metri, e che lavorano a lunghezze d’onda sub millimetriche, a frequenze che si pongono tra l’infrarosso lontano e le onde radio. ALMA pur non avendo ancora tutte le antenne disponibili, è già riuscito ad ottenere immagini eccezionalmente definite individuando l’ubicazione di un centinaio di galassie estremamente remote aventi un’intensa attività di formazione stellare. Data la sua potenza in poche ore di lavoro ha ottenuto più risultati che tutti gli altri telescopi, aventi sensibilità simili, in un decennio di osservazioni. I cerchi rossi indicano la massima definizione che si era fino ad oggi ottenuta e che, come si evidenzia, non era in grado di distinguere, tra le varie galassie contenute, quale fosse quella responsabile di tanta attività di formazione stellare. Un primo risultato eccezionale dunque, che fa ben sperare per un futuro gravido di grandi scoperte.

 
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