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Luglio - Agosto

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Cronache Marziane


Nuovi crateri
Uno dei motivi che fa assumere una particolare importanza alle missioni di lungo periodo (come quella del Mars Reconnaissance Orbiter) sono le scoperte di fenomeni recenti che magari si evolvono o si ripetono nel tempo. E così l’MRO ha scoperto tramite la sua camera ad elevata risoluzione Hirise circa 240 giovani crateri all’anno che si vanno formando con regolarità. Questi giovani crateri da 4-5 metri di ampiezza si sono formati grazie all’impatto di piccoli oggetti, asteroidi e comete, di circa 1-2 m di diametro, che qui sulla Terra non riuscirebbero a perforare la nostra densa atmosfera, ma su Marte si, su Marte l’atmosfera è così rarefatta da non offrire un  valido scudo ai vari oggetti che piovono dal cielo, e pertanto la formazione di crateri da impatto è molto più frequente anche per conto di pietre molto piccole. Per fare un confronto il piccolo asteroide che ha prodotto l’evento di Celyabinsk lo scorso febbraio aveva un diametro 10 volte più grande e si è disintegrato nella nostra atmosfera.


Opportunity

Continua l’epopea della sonda robotica più longeva della storia! Con i suoi 9 anni di permanenza su Marte il Rover ha battuto un secondo record, quello di percorrenza su un altro corpo celeste da parte di un mezzo inviato dalla NASA, che era detenuto dal rover lunare della missione Apollo 17 nel Dicembre del 1972, con il quale gli astronauti Cernan e Schmidt percorsero in tre giorni 35, 74 Km.
Se tutto andrà bene nei prossimi mesi Opportunity potrà battere anche il record assoluto di percorrenza di un mezzo lanciato su un altro corpo celeste, che attualmente è detenuto dal rover Sovietico Lunakhod che percorse nel 1973 37 Km sulla Luna.
Intanto dopo circa due anni di permanenza intorno allo sperone di roccia battezzato “Cape York” dove sono state scoperti e analizzati  vasti depositi di rocce argillose, ennesimo segno inequivocabile della presenza di grandi masse d’acqua sulla superficie del pianeta rosso, ora Opportunity si sposterà in un’altra zona del bordo del grande cratere Endeavour chiamata “Solander Point” qui passerà il suo sesto inverno marziano che avrà il suo picco nel Febbraio del 2014


Dune poligonali
La sonda “Mars Reconnaissance Orbiter” ha fotografato queste eccezionali strutture di dune poligonali, che si formano e vengono modellate dal ghiaccio secco, che si deposita durante il periodo invernale e che evapora in primavera, e dai venti che su Marte spostano grandi masse di sabbia, e fanno muovere le dune stesse. Questa regione verrà monitorata a lungo nel tempo per osservare e capire meglio come la combinazione di meccanismi geologici e fenomeni atmosferici possano giungere a modellare strutture così regolari e di così grande bellezza.



Cronache lunari


Missione Chang’è

Dopo i successi ottenuti con le missioni Chang’è1 e Chang’è2  la Cina è in procinto d’inviare una terza missione sulla Luna la Chang’è3 appunto. E’ una missione molto ambiziosa che riporterà sulla superficie della Luna una sonda dopo quarant’anni. La missione prevede l’atterraggio di un Lander dalla massa di circa 1200 kg (!) alimentato da una batteria a Plutonio (come il rover Curiosity su Marte), che avrà una vita nominale di almeno un anno, e di un rover dal peso di circa 100 Kg che dovrà poter percorrere circa 10 km in tre mesi. La durata della missione potrà poi essere estesa.
Il lander sarà dotato di 3 camere panoramiche ad alta definizione e di un braccio robotico in grado di raccogliere campioni di terreno della superficie lunare intorno al punto di atterraggio, spicca tra la strumentazione scientifica a bordo della sonda un telescopio con un diametro di 12 cm con il quale si produrranno le prime osservazioni astronomiche da un altro corpo celeste; osservazioni nella regione UV dello spettro che riguarderanno galassie, stelle doppie e stelle variabili.


Il discorso che (per fortuna) il presidente Nixon non fece mai

Nel Luglio del 1969  l’Apollo 11 atterrò sulla Luna portandoci per la prima volta due astronauti, che tornarono a casa felicemente, sani e salvi.
Fu una missione storica, i cui esiti non erano per nulla scontati, ed è così che i responsabili della NASA prepararono preventivamente un discorso che il presidente Nixon avrebbe dovuto tenere alla nazione nel caso in cui malauguratamente la missione avesse dovuto fallire e i due astronauti  (Armstrong e Aldrin) atterrati sulla Luna non avessero potuto più fare ritorno.
Ecco il testo e le procedure previste:
Il destino ha deciso che questi uomini che sono andati sulla Luna per esplorare in pace, restino sulla Luna per riposare in pace. Questi coraggiosi uomini, Neil Armstrong ed Edwin Aldrin, sanno che non c'è speranza per un loro recupero. Ma sanno anche che c'è speranza per l'umanità nel loro sacrificio. Questi uomini stanno dando la loro vita per l'obbiettivo più nobile dell'umanità: la ricerca della verità e della conoscenza. Saranno rimpianti dai loro famigliari ed amici; saranno rimpianti dalla nazione; saranno rimpianti dalle persone di tutto il mondo; saranno rimpianti da Madre Terra che ha osato mandare due dei suoi figli verso l'ignoto. Nella loro esplorazione, hanno incitato le persone del mondo a sentirsi come una cosa sola; nel loro sacrificio, hanno legato più strettamente la fratellanza degli uomini. Nell'antichità, l'uomo guardava alle stelle e vedeva i suoi eroi nelle costellazioni.

Nei tempi moderni, facciamo la stessa cosa, ma i nostri eroi sono uomini epici, in carne e ossa. Altri seguiranno, e ritroveranno sicuramente la loro strada per casa. La ricerca dell'uomo non sarà negata. Ma questi uomini saranno i primi, e rimarranno in prima fila nei nostri cuori. Perché ogni essere umano che guarderà d'ora in poi verso la Luna, nella notte, saprà che c'è un angolo di un altro mondo, che sarà per sempre l'umanità.

PRIMA DELLA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE:
Il Presidente dovrebbe telefonare le future vedove.

DOPO LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE, NEL MOMENTO IN CUI LA NASA CHIUDE LE COMUNICAZIONI CON GLI ASTRONAUTI:
Un uomo di chiesa dovrebbe adottare la stessa procedura di un funerale in mare,raccomandando la loro anima "alla profondità più profonda",e  concludendo con la Preghiera del Signore.

Un mini telescopio spaziale

La società “Planetary Resources”, che si occupa di sfruttare le risorse minerarie di piccoli asteroidi di passaggio in vicinanza della Terra, manderà prossimamente in orbita un piccolo telescopio, con un diametro di 200mm e rapporto focale F:4 munito di filtri interferometrici e fotometrici e una camera CCD da 5 Megapixel, e con una risoluzione di 1 arcsec., col quale osservare ed analizzare gli asteroidi più interessanti ai fini dei loro intendimenti industriali. Questo telescopio, denominato Arkyd 100, potrà anche essere utilizzato dal pubblico per fare fotografie del cielo o condurre ricerche. La magnitudine limite sarà la 19esima. Chi vorrà usarlo dovrà mettersi in fila.

Star Party all'Alpe di Piora  (Carlo Gualdoni)

Lo Star Party 2013 della Svizzera italiana organizzato della SAT (Società Astronomica Ticinese) è arrivato alla sua 5° edizione e si tenuto nella collaudata sede del Centro di Biologia Alpina.
La qualità del cielo che offre questa valle è tra le migliori che si possono trovare in Svizzera. Il sito è posto a metà strada tra le regioni urbanizzate del Ticino e dell’Italia a Sud, e quelle della Svizzera Tedesca a Nord, quindi presenta un livello di inquinamento luminoso tra i più bassi attualmente possibili, inoltre offre orizzonti abbastanza liberi per poter osservare anche oggetti bassi di declinazione come le nebulose nel Sagittario.
La manifestazione si è sviluppata nell’arco di quattro giorni dall’1 al 4 di Agosto, comprendendo quindi anche la festa nazionale Svizzera, ed ha coinvolto complessivamente una ventina di appassionati del cielo che si sono dati appuntamento in questo magnifico luogo per poter osservare con i propri strumenti sotto un cielo buio.

La meteo è stata molto favorevole ed  ha offerto ai partecipanti tre nottate limpide e calme senza la presenza di alcuna nuvola dal tramonto fino all’alba. Questo ha permesso osservazioni di alta qualità sia con i numerosi strumenti presenti che ad occhio nudo. Notevole la visione della Via Lattea che si estendeva da orizzonte ad orizzonte ed di numerose stelle cadenti particolarmente luminose.
La strumentazione presente era molto variegata e comprendeva due dobson da 36cm e da 30cm, uno Schmidt-Cassegrain da 25cm, un rifrattore ED con lente da 10cm, un altro dobson da 25cm dotato di inseguimento automatico, un C8 "vintage" di quelli con il tubo arancione, e tutta una serie di strumenti minori.

Nella serata di Venerdì è arrivato al centro un gruppo di tre astrofili italiani della provincia di Varese perfettamente attrezzati per l’astrofotografia, con rifrattori APO camere fotografiche e computer. Uno di questi aveva addirittura una tenda per proteggersi dal freddo anche se in realtà le serate sono state molto miti. E’ stato curioso sentire le imprecazioni di alcuni di loro per i vari malfunzionamenti dei sistemi elettronici mentre mi dilettavo ad osservare nebulose e galassie con il mio dobson totalmente manuale, e sentire lo stupore di uno di loro nel vedere la quantità di dettagli osservabili nella nebulosa Velo nel Cigno, osservando nel dobson da 36cm con filtro UHC.
La spensieratezza dell’allegra compagnia è stata interrotta nel tardo pomeriggio di sabato da un improvviso temporale che ha creato un certo scompiglio tra i proprietari dei telescopi che si sono dovuti affrettare  a mettere al sicuro gli strumenti o ad affrancarne bene i teli di protezione. Passata la tempesta il cielo si è poi liberato per offrire un’altra stupenda serata. Purtroppo sono inconvenienti che possono capitare ed è sempre bene essere preparati a questo tipo di situazioni.
Il 5° Star Party della Svizzera italiana è stato un successo sotto tutti i punti di vista ed ha permesso a tante persone di rimirare il cielo come ormai è impossibile dalle nostre città. Auspico che queste manifestazioni non solo vengano riproposte, ma siano sempre più frequenti e coinvolgano un numero sempre maggiore persone, in modo da diffondere sempre più la passione per il cielo stellato e l’astronomia.

La Supernova Sn je2013 (Carlo Gualdoni)


Questa luminosa supernova di tipo II localizzata nella galassia M74 è stata scoperta dal Lick observatory supernova search.

http://astro.berkeley.edu/bait/public_html/kait.html.

La distanza di M74 è stimata essere di circa 28 Milioni di anni luce, quindi è una galassia relativamente vicina e per questa ragione la supernova appare molto luminosa e facilmente osservabile visualmente anche con telescopi da 20 centimetri.
Caratteristica interessante di questa vicina supernova è che potrebbe essere stata identificata la stella progenitrice.
La stella appare di magnitudine B=25.03 (+/-0.02), V=24.65 (+/-0.02), and I=22.61 (+/-0.01) mag.

Correggendo i valori per l'attenuazione e l'arrossamento causato dal mezzo interstellare si ottengono i valori di  M(V)=-5.2 and (V-I)=1.96 mag che sono compatibili per una supergigante rossa. Il valore di (B-V)=0.32 invece è discordante e fa presupporre che il profilo spettrometrico sia inquinato da un oggetto blu vicino.
Nell'immagine allegata M74, con la supernova indicata dai trattini bianchi, è stata ripresa da Carlo Gualdoni con un telescopio da 25cm a f/3.9 e con pose da 10min. in B 5min. in V e 3min. in R.
L'immagine a colori è stata ottenuta utilizzando le immagini riprese attraverso i filtri B, V ed R quando era di magnitudine 12.5V.



 
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