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Novembre

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New Solar Telescope (NST)

Questa strepitosa vista di una macchia solare è stata recentemente rilasciata dagli scienziati del Big Bear Solar Observatory, situato nelle montagne a est di Los Angeles. I dettagli raggiunti sono merito del New Solar Telescope (NST), che da poco monta il nuovo spettrometro VIS (Visibile Imaging Spectrometer), in grado di riprendere le macchie solari più nitidamente che mai con una risoluzione di circa 50 km. Lo specchio del NST è grande 1.6 metri e insieme alla sensibilità del VIS è stato possibile riprendere la complessa interazione tra queste regioni molto attive e le zone circostanti sia della fotosfera che della cromosfera.
Caratteristiche del NST
•  1.6 m clear aperture
•  f/2.4 primary mirror (M1)
•  83.2 m effective focal length (f/52 at Gregorian focus)
•  Plate scale 2.48 arc sec / mm
•  Off-axis Gregorian configuration
•  Figuring of primary mirror (M1) to λ / 30




Orbital  Space Corp

L’azienda Orbital Space Corp ha lanciato con successo il 18 Settembre la sua navicella Cygnus verso la ISS con il proprio lanciatore Antares. La navicella Cygnus  ha aperto i suoi panelli solari come previsto, 1.5 minuti dopo la separazione dal secondo stadio, avvenuto 10 minuti dopo il lancio. Il razzo Antares ha lanciato la navicella in un'orbita a 290 km x 260 km sopra la Terra, con un'inclinazione di 51.6 gradi rispetto all'equatore. Il 29 Settembre, la navicella Cygnus è riuscita con successo nel suo intento di attraccarsi alla ISS, rifornendo la stazione con nuovi viveri e riprendendosi gli scarti passati. . Gli investimenti fatti dagli inizi del decennio scorso dalla NASA e da investitori privati, stanno finalmente dando i loro frutti! E questo è soltanto l'inizio perché sia la Orbital Space Corp (produttrice del vettore Antares e della navicella Cygnus) che la SpaceX (produttrice del vettore Falcon e della navicella Dragon) hanno in serbo grandi piani per il prossimo futuro. A queste si aggiungono anche altre firme che si preparano al lancio dei loro veicoli, come la Boeing.
Un dettaglio interessante è che i motori del Vettore Antares sono dei vecchi e potentissimi NK33 sovietici.


Il Motore NK 33


Per portare un uomo sulla luna, sarebbe stato necessario un modulo di rientro di almeno 100 tonnellate, il che significava un razzo di almeno 2000 tonnellate al decollo. E motori conseguentemente potenti, per consentire la necessaria accelerazione di fuga. Poiché aumentare ancora il numero dei motori non era possibile, Korolev chiese al suo capo-ingegnere, Kuznetsov, di progettare un motore a ciclo chiuso, che riutilizzasse i gas di scarico della precombustione, aumentando così la resa. Il progetto del motore a ciclo chiuso fu chiamato “NK-33”. Avrebbe dovuto consentire un apprezzamento di efficienza fino al 25%: un’enormità. Il piano di azione di Korolev prevedeva 16 lanci del vettore N1 col nuovo tipo di motore. I primi 14 sarebbero stati senza esseri umani a bordo. Questo schema seguiva il tipico approccio russo al problema: imparare il più possibile dalle sperimentazioni pratiche. Gli americani, invece, avevano un approccio maggiormente teorico: preferivano raffinare i modelli di motori prima di metterli in sperimentazione. Nel corso del primo lancio, il vettore sovietico decollò, percorse una cinquantina di kilometri e quindi si schiantò al suolo. Gli ingegneri cominciarono subito a provvedere alle migliorie. Nel frattempo Korolev morì, in seguito a complicazioni durante un’operazione chirurgica di routine. Il secondo, terzo e quarto lancio non diedero risultati pratici migliori del primo. Ma dopo ogni lancio, gli ingegneri russi si mettevano al lavoro per effettuare le migliorie che l’esito suggeriva.Di lì a poco, il Saturn 5 americano decollò con l’Apollo 11. Gli americani avevano vinto.
Dal Cremino arrivarono due ordini: abbandonare l’intero progetto per spedire un russo sulla luna, e abbandonare le ricerche sui motori a ciclo chiuso, il progetto NK-33. Giunse anche un terzo ordine: distruggere tutti i prototipi dei nuovi motori. Così i motori furono distrutti, gli edifici abbandonati, il progetto cancellato. A Baikonur, la zona corrispondente ai banchi di prova del NK-33 fu adibita ad allevamento di maiali. Nel 1992, alcuni scienziati americani furono invitati a visitare le installazioni della ricerca spaziale sovietica. In un fuori programma, il successore di Korolev invitò gli americani in un capannone fuori Samara, dove i russi avevano fatto le loro ricerche teoriche. Dentro al capannone, c’erano 60 motori a ciclo chiuso, mai usati né sperimentati. Erano l’ultima evoluzione dopo il quarto lancio di prova, quelli che dovevano essere distrutti, ma che Kuznetsov aveva invece fatto nascondere. Due di questi motori furono portati negli Stati Uniti. Una volta esaminati dagli esperti, si disse che quel sistema di propulsione non poteva funzionare, esattamente come era sempre stato previsto dalla teoria motoristica dell’ingegneria spaziale americana.Per l’esperimento di verifica, finanziato dalla NASA, furono invitati tutti gli ingegneri russi – ormai in pensione – che avevano collaborato al progetto di Korolev.Il motore russo, rimasto incustodito in un deposito per oltre 20 anni, una volta posto sui banchi prova-motori della NASA, funzionò perfettamente, davanti agli sguardi commossi dei vecchi progettisti.
L’incremento di efficienza rispetto agli attuali motori americani era del 25%. Un motore russo vecchio di 20 anni era più avanzato dei moderni motori americani, secondo la cui teoria quel motore, basato sul principio del ciclo chiuso, semplicemente non poteva esistere.
Nel 1996 partì il primo razzo americano spinto dal NK-33, ribattezzato AJ-26
Caratteristiche tecniche

Fuel Kerosene*
Oxidizer Liquid oxygen
Thrust on the ground 154 tons (1,509.8 kH)
Thrust in vacuum 167 tons (1,638 kH)
Specific impulse on the ground 297 seconds
Specific impulse in vacuum 331 seconds
Propellant consumption 517.3 kilograms per second
Propellant component ratio 2.62
Combustion chamber pressure 14.83 MPa
Engine mass 1,222 kilograms
Engine diameter 1,490.5 millimeters
Engine length 3,705 millimeters
Turbopump power 46,000 horse power
Turbopump rotation speed 18,500 rotations per minute
Maximum burn time 600 seconds
________________________________________
*An experimental version of the NK-33 engin


ISON


Dopo un deludente 2013 che l’ha vista di magnitudine costante per circa 10 mesi, nell’ultima settimana la cometa ISON ha incominciato ad aumentare fortemente la sua luminosità, ora si trova in prossimità del Sole e raggiungerà il Perielio il 28 Novembre prossimo.
Si avvicinerà fino a circa 2,5 milioni di Km alla nostra stella e subirà un vero e proprio arrostimento dato che la temperatura di superficie raggiungerà i 2700 °C, sufficienti a fondere anche il ferro.
C’è grande attesa di conoscere il destino che aspetterà questa cometa dopo il passaggio al punto di massimo avvicinamento al Sole, se resisterà alla temperatura e allo stress gravitazionale potrebbe diventare la cometa più luminosa degli ultimi 100 anni, e quindi dare uno spettacolo formidabile…à suivre…



Sardinia Radio  Telescope

Il 30 Settembre scorso è stato inaugurato a S.Basilio in provincia di Cagliari il più grande radiotelescopio italiano denominato “Sardinia Radio Telescope” . Con i suoi 64 metri di diametro si pone tra i radiotelescopi più grandi in Europa e permetterà di ampliare la prima rete interferometrica di lunghissima base in Italia (I-VLBI) insieme al radiotelescopio di Medicina vicino a Bologna e al radiotelescopio di Noto in Sicilia. Inoltre viene ad essere anche l’elemento più avanzato, dal punto di vista tecnologico, della rete interferometrica europea EVN (European VLBI Network). Sono stati necessari 7 anni di lavoro e 60 milioni di Euro per portarlo a termine.

Eclisse di Sole

Il 3 Novembre si è verificato un’eclissi totale di Sole che si è sviluppata dal Mar dei Caraibi all’Africa centro-orientale. A causa del diametro apparente delle Luna pressoché coincidente con quello del Sole la fascia di totalità si è sviluppata per circa 13.000 Km, ma con un’ampiezza massima di 58 km, e la sua durata massima è stata di 1 minuto e 39 secondi.

 
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