Ottobre - Astrocalina

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Ottobre

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HK Tau

Negli ultimi anni abbiamo scoperto centinaia di nuovi esopianeti, ma alcuni di questi sembrano avere storie evolutive radicalmente diverse da quello a cui siamo abituati nel Sistema Solare, con orbite molto inclinate o eccentriche. Ora però, grazie ad una nuova indagine fatta con il radio-telescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) è stata trovata una possibile risposta. Gli scienziati hanno infatti trovato una sorprendente coppia di dischi di gas fortemente disallineati intorno a entrambe le giovani stelle del sistema binario HK Tauri. Le due stelle del sistema HK Tauri, a circa 450 anni luce dalla Terra nella costellazione del Toro, hanno meno di cinque milioni di anni e distano l'una dall'altra circa 58 miliardi di chilometri - circa 13 volte la distanza di Nettuno dal Sole. La stella più debole, HK Tauri B, è circondata da un disco protoplanetario visto di taglio che blocca la luce stellare e permette perciò agli astronomi di avere una buona visuale sul disco, sia che osservino in luce visibile che alle lunghezze d'onda del vicino infrarosso. Anche la stella compagna, HK Tauri A, possiede un disco, ma in questo caso il disco non blocca la luce della stella. Ne risulta che il disco non appare in luce visibile perchè la sua debole luminosità viene sommersa dalla luce brillantissima della stella. È però molto luminoso a lunghezza d'onda millimetrica, che ALMA vede facilmente. Con ALMA, l'equipe è stata in grado non solo di vedere il disco intorno a HK Tauri A, ma anche di misurarne per la prima volta la rotazione. Questo quadro più chiaro ha permesso agli astronomi di calcolare l'allineamento, anzi il disallineamento reciproco dei dischi di almeno 60 gradi. Quindi, invece di essere nello stesso piano delle orbite delle due stelle, almeno uno dei dischi è fortemente inclinato. Guardando al futuro, i ricercatori vogliono determinare se questo tipo di sistema è o meno tipico. È un notevole caso singolo, ma servono nuove survey per determinare se questo tipo di configurazione è comune in tutta la nostra galassia.

Titano: l’Isola misteriosa

I mari e laghi di idrocarburi liquidi (metano ed etano sopratutto) che dominano parte della superficie della luna di Saturno, Titano, sono tra le strutture più interessanti scoperte da Cassini Ma di queste regioni sappiamo ancora pochissimo: ad esempio non conosciamo cosa si nasconde sui fondali o come essi si evolvano nel tempo. Uno dei corpi liquidi più vasti e meglio studiato sulla superficie di Titano è la Ligeia Mare, che si trova vicino al polo nord di Titano. Durante un'osservazione di routine, il 10 Luglio 2013, la sonda Cassini aveva osservato la comparsa di una regione brillante nelle onde radar (simile alle regioni del suolo). Si supponeva fosse un'isola nuova, ma proprio mentre gli scienziati stavano cercando spiegazioni circa la sua origine e comparsa, durante un sorvolo effettuato il 26 luglio 2014, l'isola era scomparsa
Jason Hofgartner, astronomo presso la Cornell University, New York, ed autore principale della nuova ricerca, afferma che "La spiegazione migliore di questo fenomeno effimero è quello di solidi che galleggiano temporaneamente." In poche parole, si ritiene  che il vero colpevole sia l'energia solare in più che questa regione di Titano riceve ora che si avvicina l'estate nel suo ciclo stagionale di 30 anni. Quest'energia sta rendendo la regione molto più dinamica."In questo momento, Titano è praticamente a metà tra l'equinozio primaverile (Agosto 2009) ed il solstizio estivo, in arrivo ora. E' più o meno quello che sulla Terra consideriamo il mese di Maggio" ha spiegato Hofgartner.Una delle possibili interpretazioni, riguarda la possibilità della formazione di enormi blocchi di ghiaccio di metano-etano, simili agli iceberg sulla Terra, che si sono staccati dal fondo marino (o lacustre) e che una volta giunto in superficie si sia poi dissolto-

Dieci anni di Cassini intorno a Saturno


Il 1° luglio è una data particolare per la missione Cassini-Huygens: esattamente 10 anni fa la sonda agganciò l'orbita del pianeta Saturno – dopo aver passato ben sette anni in viaggio per il Sistema Solare. La missione, in teoria della durata di quattro anni e successivamente prolungata per ben tre volte (tuttora è in corso, essendo l'instancabile strumentazione ancora in ottimo stato), ha macinato sempre più cifre da capogiro: oltre 514 Gb di dati raccolti (di cui solo VIMS, il Visual and Infrared Mapping Spectrometer, ha registrato ben 171 Gb di 332.000 riprese e 160 milioni di spettri); 7 nuovi satelliti scoperti; 206 orbite completate intorno al pianeta con l'aggiunta di 132 sorvoli ravvicinati delle sue lune; 3039 pubblicazioni scientifiche e e scienziati provenienti da 26 nazioni impegnati nella missione. La sonda, nata dalla collaborazione di NASA, ESA ed ASI, ospitava anche il lander Huygens che è atterrato nel gennaio del 2005 sulla superficie del satellite più grande di Saturno, Titano, e si è concentrato principalmente sullo studio ravvicinato degli anelli del gigante gassoso e delle lune che vi si celavano. In 10 anni di attività Cassini ci ha permesso di conoscere più da vicino questi freddi mondi, e non cessa di stupirci con innumerevoli scoperte ed immagini mozzafiato.


Rosetta

Dopo dieci lunghi anni e miliardi di km percorsi, la sonda Rosetta, dell'ESA, il 6 Agosto è arrivata a destinazione ed è entrata con successo in orbita intorno alla Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Le più recenti immagini che vedete sono ottenute da appena 285 km dalla superficie e ci mostrano un mondo incredibile, con paesaggi estremamente vari, che variano da pianure lisce a rocce fratturate e rilievi imponenti. . Con il tempo le immagini diventeranno più nitide man mano che le camere vengono calibrate. Non solo, ma la sonda Rosetta inizierà poi una serie di manovre che la porteranno ad appena 10 km dalla superficie della cometa, per poi iniziare le procedure di rilascio del lander Philae, che quest'autunno toccherà la superficie della cometa e ci mostrerà per la prima volta anche il paesaggio dalla superficie di uno di questi mondi. Rosetta farà poi compagnia alla cometa fino alla fine del 2015. "Avremmo l'opportunità unica di essere testimoni di come si forma l'attività di una cometa, come nasce e come fa cambiare la sua superficie." ha spiegato Sierks.



E così come da programma il 2 Settembre sono stati scelti i siti potenziali per l’atterraggio della sonda Phylae . Due sono sul lobo più grande della cometa, e tre sul più piccolo. Adesso che sono stati scelti, Rosetta (che si trova ancora a circa 60 km di altitudine in orbita triangolare), inizierà a fotografare più in dettaglio queste regioni per avere mappe 3D della morfologia della superficie e informazioni sulle variazioni gravitazionali in ogni posto.
SITO A:
Si trova in una regione del lobo più grande della cometa, e permette, in linea d'aria, anche una vista del lobo più piccolo della cometa. La regione tra i due lobi è probabilmente già un po' attiva ora che la Cometa si avvicina al Sole. Potrebbero però esserci depressioni e pendii e serviranno fotografie a risoluzione più alta per capire se è una zona sicura. Servirà inoltre anche una migliore analisi delle condizioni di illuminazione nella zona.

SITO B: Questo secondo sito si trova nel lobo più piccolo, ha un terreno piatto ed è considerato per questo relativamente sicuro dal punto di vista di un atterraggio. Il problema maggiore è rappresentato dalle condizioni di illuminazione quando si considera la missione a lungo termine di Philae. Saranno necessarie immagini a risoluzione più alta per stabilire con certezza la distribuzione dei massi più grandi e le loro ombre. Inoltre, si pensa che le rocce presenti qui siano state forgiate da un processo geologico più recente e quindi i campioni non sarebbero così antichi come altri che si possono ottenere altrove.
SITO C:
Il terzo sito si trova sul lobo più grande della cometa. Qui gli scienziati hanno trovato una grande varietà nella topografia. Ci sono depressioni, colline ma anche "pianure". Inoltre, è intrigante la presenza di materiale che appare più brillante del solito nelle immagini raccolte. Le condizioni di luminosità sembrano buone ma servirà fare attenzione ai massi perché proprio le rocce che rendono questo sito intrigante potrebbero essere troppo pericolose per un atterraggio.
SITO I:
Questa regione è caratterizzata da una superficie piuttosto piatta che si trova sul lobo più piccolo e secondo gli scienziati potrebbe contenere diverso materiale fresco. Tuttavia serviranno immagini a risoluzione più alta per capire esattamente la ruvidezza e morfologia della superficie. Le condizioni di illuminazione dovrebbero comunque permettere un periodo di attività scientifica più lungo.
SITO J:
La zona in causa è molto simile al sito I, e si trova anch'essa sul lobo più piccolo. Ha una morfologia interessante e ottima illuminazione. In particolare, tra tutti i siti questo è più favorevole per l'uso dell'esperimento scientifico CONSERT, che sonderà l'interno della cometa grazie a onde radio che dovrebbero penetrare fino al nucleo. Il sito di atterraggio J è più favorevole rispetto al sito I. Tuttavia, ci sono alcuni grandi massi e serviranno immagini a risoluzione più alta per valutare meglio.
Il 5 Settembre alcune immagini sovraesposte hanno messo in evidenza  i getti di gas  che indicano una prima attività della cometa


 
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