Ottobre - Astrocalina

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Ottobre

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Battezzati i due nuovi satelliti di Plutone

L’Unione Astronomica Internazionale (IAU), ha deciso sul nome delle due lune recentemente scoperte intorno a Plutone: P4 e P5. Per P4, il nome scelto è Cerbero, in onore al mitologico cane a tre teste, guardiano degli inferi. Per quanto riguarda la luna P5, il nome scelto è Stige, uno dei fiumi degli inferi, che separava il mondo dei vivi e quello dei morti. Le due nuove lune si aggiungono alle 3 precedenti: Caronte, Notte ed Idra. La scelta dei nomi da parte della IAU è stata dettata dalla loro associazione al dio degli inferi nella mitologia greco-romana.
Le due piccole lune furono scoperte con l’ Hubble Space Telescope, grazie ad un indagine da parte del Dr. Mark Showalter, del SETI Institute, insieme al suo team di astronomi. Alcuni astronomi avanzano il sospetto che Plutone possa anche avere un sistema di anelli intorno a sé, se ciò dovesse essere sarà molto probabilmente la sonda “New Horizon” che sorvolerà Plutone nel 2015, passando a soli 12,500 km di distanza. La speranza  è di poter osservare non solo Plutone e Caronte, ma quanto più possibile tutte le lune del suo sistema.

Gliese 1214 (e Gliese 1214b)

Gliese 1214 è un’anonima stellina di 14,5 magnitudini nella costellazione dell’Ofiuco. Dista dal Sole 42,38 al. E si sta avvicinando a noi. Ha una massa 0,157 masse solari, una temperatura di 3.200 K° in superficie e una luminosità 0.3% quella del Sole. E’ dunque una stella Nana rossa di sequenza principale. Intorno a questa stella il telescopio spaziale Corot scoprì nel 2009  un pianeta denominato GJ1214 b con una massa di circa 6,6 masse terrestri e un diametro 2,7 volte quella della Terra,  che orbita intorno alla stella a circa 2 milioni di Km con un periodo di 1,5 giorni, recenti osservazioni spettroscopiche dell’atmosfera del pianeta condotte al momento del transito davanti alla stella, da astronomi giapponesi presso il telescopio da 8,5 m Subaru alla Hawaii, hanno permesso di scoprire che l’atmosfera del pianeta è ricca d’acqua, e che il pianeta stesso è formato principalmente da acqua (circa il 75%), in sostanza  sarebbe ricoperto da un oceano con profondità di svariate centinaia di km.

Voyager

Su molti giornali, e su alcune testate giornalistiche televisive,  nei giorni scorsi si è sentito parlare della sonda Voyager che avrebbe abbandonato il Sistema Solare. In realtà la Voyager ha raggiunto i confini dell’ eliosfera cioè a dire la zona dove il plasma espulso dal Sole è diventato così rarefatto da essere “surclassato” dal plasma di origine cosmica, tuttavia il Voyager è ancora all’interno della regione dove l’influenza gravitazionale del Sole è prevalente, e quindi lo si può considerare ancora all’interno del sistema solare, la sonda infatti dopo 19 miliardi di km e 36 anni di viaggio ancora non ha raggiunto la Nube di Oort. I segnali provenienti  dalla navicella sono inviati con una potenza di 23 watt e giungono a noi dopo 17 ore di viaggio con una potenza di un miliardesimo di miliardesimo di watt. Nell’anno 40.272 d.C. il Voyager passerà a 1,7 anni luce da un’anonima stellina dell’Orsa Minore classificata come AC+79 3888.

ISON


La cometa ISON  ha presentato fino ad oggi un comportamento peculiare, tipico di quelle comete che stanno dissolvendosi, infatti è da Gennaio che la sua luminosità rimane costante,  un comportamento che costituisce un record, e che probabilmente ci impedirà di vedere la luminosissima cometa che ci aspettavamo. Il comportamento della ISON è molto simile a quello di altre due comete: la C/1996 Tabur e la C/2002 04 Honig che si erano spente disintegrandosi.
Il prossimo 28 Novembre avverrà il passaggio al perielio a solo 1 milione di Km dal Sole,  in quei giorni subirà  una intensissima attrazione gravitazionale da parte del Sole, e la sua temperatura di superficie salirà fino a circa 2700°C. Cosa resterà di questa cometa? Molto probabilmente ben poco
Non resta che osservarla in questo ultimo mese di visibilità.


 
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