Settembre - Astrocalina

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Settembre

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Smontato il telescopio di Zimmerwald

Il 22 di Agosto è stato definitivamente messo in pensione lo storico telescopio dell’Osservatorio di Zimmerwald.  Costruito nel 1958 e formato da una combinazione di due ottiche: un telescopio Cassegrain da 60 cm F:20 e una camera di Schmidt 400/600 F:1.7, è stato uno strumento storico con il quale il prof. Wild ( già assistente del prof. Fritz Zwicky) e i suoi collaboratori dell’università di Berna  scoprirono 94 asteroidi  7 comete e  52 Supernovae.
Ora verrà sostituito con un telescopio da 1 metro di diametro che opererà nell’ambito della ricerca e del monitoraggio dei detriti spaziali oltre che nella ricerca dei corpi minori del nostro sistema solare
E’ stato davvero emozionante vedere “volare via” un pezzo di storia così importante dell’Astronomia in Svizzera.  Era un vero gioiello di ingegneria meccanica dove un solo motorino sincrono da 20 Watt era in grado di garantire il moto d’inseguimento a un colosso di 6 tonnellate, ora dovrebbe trovare un suo meritato posto in un museo dedicato alla storia degli strumenti ottici, mentre le sue componenti ottiche  potrebbero essere rimontate su telescopi moderni.

Il telescopio solare del Calina ha visto la sua prima luce

Nei primi giorni di Settembre al Calina è diventato operativo un nuovo telescopio dedicato alle osservazioni del Sole. Si tratta di un sistema di due rifrattori da 150 mm con una focale di 1 metro uno è un telescopio Lunt munito di filtro Hα per l’osservazione delle protuberanze e delle eruzioni solari, l’altro è un apocromatico con le ottiche realizzate da Zen, munito di un prisma di Herschel per l’osservazione della fotosfera in luce bianca e nel “continuum green” con un filtro interferenziale con banda passante da 10 nanometri, entrambi con possibilità d’osservazione sia visuale che con acquisizione d’immagine tramite camera CCD. Appena possibile vi faremo vedere le immagini ottenute sia in Hα che in luce integrale.

Impatto lunare

La notte del primo di Agosto Stefano Sposetti a Gnosca e Andrea Manna a Cugnasco, insieme a Raffaello Lena a Roma hanno osservato un evento raro, l’impatto di un meteorite sulla Luna
Ecco il comunicato ufficiale:
"Il 1 ° agosto 2013 alle 02:21:55.7 UT (ora estiva locale 04:21:55), abbiamo osservato un breve ed intenso flash rilevato simultaneamente in quattro diversi telescopi localizzati in tre siti lontani. La simultaneità delle osservazioni e la presenza del flash nella stessa posizione sulla superficie lunare indica che con alta probabilità un impatto dovuto a piccolo metoroide. L'impatto è stato registrato contemporaneamente da quattro registrazioni video indipendenti. La durata del lampeggio corrisponde a 0,08 secondi ed ha raggiunto una luminosità paragonabile a quella di una stella di ottava magnitudine.
L'evento è stato registrato a Roma da Raffaello Lena (attraverso un rifrattore da 13 cm e una camera Mintron), ed in Svizzera da Andrea Manna a Cugnasco (con un riflettore da 20 cm e una camera Watec 120N+) e da Stefano Sposetti a Gnosca (che ha utilizzato un rifrattore da 15 cm e un riflettore da 28 cm di diametro entrambi con la camera Watec 902H2 Ultimate). I due osservatori in Svizzera erano separati da 10 km, mentre la distanza da Roma è di 558 km. Abbiamo anche verificato che nessun transito di satellite conosciuto è avvenuto nei tempi dell’evento e, quindi, è da escludere anche questa evenienza. Le diverse riprese sono state attentamente sincronizzate.Il fenomeno ha avuto luogo a longitudine 73° ± 4° E e latitudine 27° ± 3° N, a nord-est del Mare Crisium, nei pressi del cratere Seneca C.L'evento del 1 agosto, relativamente luminoso e registrato da ben 4 strumenti contemporaneamente, è con alta probabilità avvenuto sul suolo lunare. La distanza dei tre osservatori, e la mancanza di parallasse, esclude qualsiasi altra possibilità."
Bravo Stefano e bravo Andrea!

Rientro con i brividi dalla stazione spaziale


Momenti di terrore hanno accompagnato il recente ritorno a casa degli astronauti della 36 esima spedizione sulla stazione spaziale. Pavel Vinogradov, comandante di volo della missione, ha raccontato questa settimana che durante la discesa hanno perso completamente i dati da terra riguardo alla loro altitudine, cruciali per sapere quando accendere i retrorazzi durante la discesa, venivano dal team di salvataggio a terra. Ha spiegato che i team erano riusciti ad entrare in contatto radio con l'equipaggio quando erano a 300 metri e poi 100 metri dalla superficie. "Sono riuscito a contare 8 secondi per il momento esatto dell'accensione e siamo riusciti ad atterrare in sicurezza, molto morbidamente" ha spiegato poi Vinogradov.

 
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